Abbiamo tutta la notte

 

Un effetto speciale ed un sorriso sono la sostanza dell’opera di Adriano Giotti. Descrivendo una notte dopo l’altra il corto assume una struttura ciclica, ad ogni ciclo qualche perlina viene infilata nel bracciale: il protagonista realizza i desideri degli altri ma cerca anche di costruirne di suoi. E forse questo alla fine diventa il punto centrale del cortometraggio, mentre l’attività notturna dei risvegli oltre la bella fotografia (anche se statica e monocorde) è condotta in maniera un po’ troppo semplicistica, col sovrapporsi delle voci abbastanza scontato.
Bella la scena del protagonista timido che non riesce a parlare, ad entrare in contatto con il mondo al di fuori della sua corsia C. Quando sta per riuscirci il fatto che si aspetti che la defunta con “un desiderio in sospeso” sia proprio la portantina alla quale voleva donare il bracciale, è alquanto ingiustificato.
L’idea, sopratutto di lei che evidentemente causa la propria morte per ottenere con lui l’unico contatto possibile, è buona. La recitazione un po’ appesantita, un po’ forzato nella costruzione narrativa. Piacevole ma poco dinamico, poco caratterizzato. Fosse stato più lungo sarebbe stato meglio (o probabilmente peggio). Manca qualcosina.
Una nota sul sonoro che è forse la componente più riuscita del cortometraggio: descrittivo ma anche avvolgente.

Visibile qui: http://vimeo.com/43957479

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